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Diete dimagranti

 

Come seguire la dieta dimagrante al ristorante

Una particolare frequenza di pasti al ristorante, quindi fuori casa, rende particolarmente difficile poter seguire con precisione una prescrizione dietetica di qualsiasi tipo. Ciò sia per la qualità degli alimenti che per la loro quantità.

 

 

 

 

 

Diete dimagranti e ristoranti

Seguire una dieta dimagrante senza rinunciare alla vita sociale

 

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Come seguire la dieta dimagrante al ristorante

Un articolo del dr. Augusto Funari.

Una particolare frequenza di pasti al ristorante, quindi fuori casa, rende particolarmente difficile poter seguire con precisione una prescrizione dietetica di qualsiasi tipo. Ciò sia per la qualità degli alimenti che per la loro quantità.

In una Società come la nostra, del resto, accade sempre più spesso che, per motivi di lavoro come per motivi sociali o personali, si sia costretti a consumare almeno uno dei due pasti principali fuori casa con una frequenza variabile se non addirittura quotidiana.

Spesso si tratta poi di situazioni in cui l’osservazione stretta di un comportamento alimentare rigidamente ispirato alle più elementari norme della dieta ipocalorica può apparire inadeguato o perlomeno fonte di imbarazzo.

Molte volte inoltre, pur con ogni presupposto di buona volontà, non è assolutamente possibile osservare la prescrizione dietetica. Ciò sia per mancanza di tempo come per la impossibilità di rientrare a casa o di trovare un ristorante in grado di assecondare i desideri "dietetici".

Per contro in ogni regime dietetico in cui sia necessaria una certa attenzione (anche se non esasperata) alla quantità calorica introdotta risulta difficilissimo orientarsi se si è costretti a consumare con frequenza piatti pronti o preparati da altri.

Il problema non si pone tanto per la quantità del cibo, che è sempre riducibile nei termini sostanzialmente necessari, quanto per la preparazione dei cibi stessi e quindi per la possibilità di ingerire calorie "nascoste".

Si tratta, cioè, di quelle Calorie che provengono da particolari modalità di preparazione dei cibi più consueti e che sono date dalle modalità e dagli ingredienti per la preparazione. Ad esempio: un piatto di "penne" con olio e pomodoro non ha certo le stesse Calorie di un piatto di "penne" con panna e gorgonzola.

Questo anche se la quantità di penne è perfettamente identica… E sappiamo tutti perfettamente come ogni Ristorante cerchi (giustamente) di soddisfare al meglio più le esigenze gastronomiche che quelle dietetiche dei clienti.

D'altro canto una prescrizione dietetica, il più delle volte a lungo termine, che non tenga conto della possibilità di pranzare, perlomeno ogni tanto, fuori casa può risultare una prescrizione noiosa, impegnativa e pertanto difficile da seguire. Ciò senza tener conto della enorme quantità di errori concettuali in cui si può cadere quando ci si trova a dover affrontare situazioni non previste. Con la conseguente perdita di fiducia in sè stessi e nella riuscita del trattamento.

Un pranzo al ristorante, anche se periodico, deve essere sempre una situazione da saper affrontare e gestire con la massima capacità di autogestione e controllo. In caso contrario queste occasioni vengono vissute come "deroghe" dal regime seguito e diventano facilmente motivi per perdere non solo la continuità dietetica ma anche e soprattutto motivi di sfiducia in sé stessi e di conseguente possibile abbandono di tutta la terapia: "Lascio perdere tutto tanto non mi è possibile…".

Al tempo stesso una dieta non deve mai e poi mai creare delle difficoltà ad una vita abitualmente ricca di impegni o di necessità. Non è il Paziente che deve adeguarsi ad una rigida prescrizione ma la prescrizione dietetica deve essere adeguata alle esigenze di vita del Paziente.

Al fine di rendere dunque compatibili una eventuale vita "normale" e uno schema dietetico intelligente si renderà necessario porsi con atteggiamento mentalmente attivo anche in queste situazioni e acquisire come abitudini quegli espedienti che, consolidati dal tempo, potranno rivelarsi utili per una aderenza accettabile alle norme di corretta alimentazione.

Un pranzo al ristorante dunque, se occasionale e dovuto ad incontri sociali e conviviali, deve essere un pasto in cui l’osservazione di alcuni principi dietetici tenda a "limitare i danni" permettendo da un lato di non alterare grossolanamente il regime seguito e dall’altro di non creare inutili e dannosi sensi di colpa.

Un pranzo, invece, abitualmente fuori casa, per esempio per impegni di lavoro tali da non permettere di rientrare e sedersi alla propria tavola, deve essere strutturato, proprio perché frequente e inevitabile, secondo norme un po’ più precise e deve diventare comunque un pasto che rispetta la prescrizione dietetica. Questo, come si vedrà, non è assolutamente difficile, sia che esso avvenga al ristorante, in mensa sul posto di lavoro o semplicemente al bar con "un panino veloce".

Espedienti pratici

La prima vera norma consiste nella acquisizione di una corretta abitudine alle valutazione delle proporzioni.

Una buona capacità di rispettare lo schema dietetico pur consumando saltuariamente i pasti fuori casa si basa sulla corretta valutazione delle "quantità" delle porzioni. Orientando la scelta degli alimenti secondo quanto indicato di seguito e soprattutto secondo una frequenza il più possibile simile a quella dello schema dietetico, è necessario saper paragonare il più correttamente possibile le quantità dei due piatti, quello del ristorante e quello di casa.

Se ordinate, per esempio, una porzione di pasta dovrete il più obiettivamente possibile riuscire a confrontare questa porzione con la vostra abituale. "E' di più o di meno ?"

"Le dimensioni del piatto ( materialmente) sono simili ? E se sono simili, sono riempiti più o meno allo stesso modo ?" Attenzione, se il piatto del ristorante è più grande di quello che usate di solito, potrà sembrare più vuoto e quindi contenere meno cibo. In realtà non è vero.

In pratica:

"la quantità di alimento che arriva sembra "di più o di meno" di quella preparata a casa, oppure è approssimativamente sovrapponibile?".

Da ciò si comprende come la prima vera regola da fare propria per ben comportarsi fuori casa consista nella acquisizione di una buona capacità di valutare "a occhio" quantità e proporzioni. Ciò si può realizzare solo a casa, con un continuo esercizio di allenamento secondo quanto già illustrato altrove.

Per un primo periodo, infatti, si dovrà pesare scrupolosamente le quantità di cibo la cui quantità viene indicata sullo schema dietetico.

Per un secondo periodo si dovrà, pur seguitando a pesare, tentare di realizzare le quantità ad occhio, controllando però quasi sempre la correttezza della propria valutazione e confrontando idealmente se quanto si sta attualmente preparando sia in quantità maggiore o minore di quanto preparato ieri o precedentemente.

Man mano che l'abitudine si forma la valutazione diverrà sempre più agevole e sempre più difficile che il proprio giudizio non sia sufficientemente corretto.

E' pertanto necessario allenarsi ad avere sempre la perfetta padronanza di ciò che si sta facendo, cercando di evitare sempre di cedere ad impulsi poco razionali o a comportamenti alimentari scorretti per errori di valutazione.

Lo sviluppo di una buona capacità di giudizio, infatti, rende il proprio atteggiamento più sereno e tranquillo e rende meno timorosi di possibili imprevisti. Non è certo possibile pretendere una precisione estrema nè si può imporre di acquisire un atteggiamento mentale da "bilancia elettronica". Analogamente non è possibile condizionare il proprio comportamento al ristorante. Molto spesso può un comportamento troppo rigido e pignolo può creare imbarazzo.

In altre situazioni, tuttavia, ciò può essere possibile, ad esempio se si è costretti a consumare ll pasto fuori casa per motivi di lavoro sempre nello stesso posto, in mensa o al ristorante.

Riflettete sulle scelte

Perché tutto ciò sia possibile può essere buona norma tentare di consumare fuori casa quei piatti che per tipo di preparazione e cottura più si avvicinano ai piatti abitualmente consumati a casa.

In tale modo sarà anche possibile porre un immediato paragone " a vista" tra la porzione abituale a casa e quella che si ha di fronte. Ciò non tanto per rinunciare, cosa talvolta imbarazzante, quanto per sapersi poi regolare con gli altri piatti.

Ad esempio: se un eventuale primo piatto sembra più abbondante del consueto si rinuncerà al pane, se la porzione di carne sembra maggiore del solito si rinuncerà al formaggio...

Si tratta di espedienti solo occasionali che non devono e non possono diventare vere abitudini alimentari, anche perché portano ad un comportamento dieteticamente troppo impreciso. Tuttavia in regimi dietetici in cui sia necessaria una lunga aderenza alla prescrizione può risultare più utile mettere in atto tutti quegli accorgimenti che impediscano di rendere troppo distante la prescrizione stessa dalla vita quotidiana e quindi possano mettere in condizione di trascurare la dieta.

E' molto più facile consumare piatti ricchi di calorie se si orienta la scelta sui primi.

In genere, come già osservato, il condimento aggiunto dai cuochi di ristorante al primo piatto è vario e molto difficilmente prevedibile, così come è inevitabile. Non sarebbe infatti possibile il consumo di pasta o riso priva di condimenti, soprattutto in una cena di particolare importanza.

E' invece più facile consumare una porzione di carne o pesce che, anche se quantitativamente diversa da quella abituale, sarà solo di ben poco più ricca di calorie, proprio per il ridotto tenore energetico di certi alimenti.

Per tale motivo quando si può sapere con anticipo della eventualità di un pasto al ristorante si suggerisce di interscambiare l'ordine della propria dieta in modo che il pasto in cui è prevista la carne o le sua alternative coincida con il pasto fuori casa.

Sapendo di dover consumare un pasto fuori casa sarà pertanto opportuno tentare di prevedere su che tipo di alimenti si orienterà la scelta.

Sarà così possibile scegliere alimenti poco ricchi di calorie come secondo, magari concedendosi un antipasto a base di verdure, di prosciutto (o bresaola) o anche di molluschi (ad esempio un'insalata di mare, prestando molta attenzione alla quantità di olio) e operando il piccolo sacrificio di "saltare" il primo.

Se la scelta del primo piatto è inevitabile orientatevi sempre su preparazioni semplici e più vicine alla prescrizione dietetica.

Se nello schema dietetico prescritto vi sono indicazioni per la preparazioni dei condimenti tentate di applicare tali indicazioni anche alla scelta del piatto al ristorante.

Se, per esempio, viene suggerita la preparazione di condimenti a base vegetale comportatevi di conseguenza. Una porzione di pasta con semplici verdure conterrà sicuramente meno calorie nascoste di una porzione di tortellini alla panna o di tagliatelle con il ragù... questo è un dato indiscutibile.

Un carattere fondamentale nella scelta dei primi piatti al ristorante sarà dunque dettata dalla possibilità di rispettare, come più è possibile, la semplicità della preparazione. Più è complessa la preparazione di un condimento e maggiore è la quantità di ingredienti imprevedibili.

Nella scelta del secondo piatto orientatevi sempre su alimenti elementari.

Anche per i piatti che abitualmente definiamo come "secondi piatti", maggiore è la accuratezza nella preparazione e maggiore è la possibilità di modificazioni indotte dalla cottura e dall’impiego di ingredienti particolarmente calorici.

Preferite quindi sempre piatti poco cotti e pochissimo elaborati. Ad esempio filetto ai ferri, roast-beef (all'italiana), carne cruda (tipo "Carpaccio" ecc.), trota oppure pesce di mare in genere ai ferri…

Nei casi dubbi ragionate sempre in termini di cottura: più è elaborata la cottura e più è possibile che abbia subito particolari manipolazioni con sostanze di condimento particolarmente caloriche (ad esempio burro, olio, o altri grassi da cottura, panna, formaggi…).

Naturalmente evitate il dolce.

Se il contesto della cena rende il gesto inopportuno bisogna tentare, anche in questo caso, di "limitare i danni" introducendo dolci il meno possibile ricchi di calorie.

E' sempre una validissima alternativa quella di orientarsi sui gelati semplici (artigianali se possibile, mai preconfezionati) o meglio ancora sui sorbetti, sempre se possibile.

Anche a questo proposito riflettere sulla preparazione. Anche e soprattutto per i dolci vale la regola più volte espressa che più è elaborato un piatto e più è potenzialmente calorico.

Cercate comunque sempre di evitare, se non è possibile fare altrimenti, dolci ricchi di crema, di panna e imbevuti di liquore, orientatevi su dolci a base di frutta, secchi, poco manipolati.

Evitate sempre "panne cotte", "Crème Caramèl" e dolci particolarmente grassi.

Chiedete l’aiuto di chi è con voi

Se il pranzo o la cena fuori casa avviene insieme a persone amiche e con cui avete confidenza, segnalate la vostra necessità di mangiare alimenti poco calorici (se non proprio che state seguendo una dieta). Chiedete loro di non insistere e di non "tentarvi" inutilmente nella scelta di cibi diversi da quelli opportuni. L’insistenza, in questo caso, sarebbe un comportamento assolutamente non amichevole.

Selezionate il ristorante.

Se consumare un pasto fuori casa è una consuetudine inevitabile cercate di farlo sempre nello stesso ristorante. Selezionate il vostro ristorante abituale proprio sulla base della cucina e della possibilità di ordinare piatti semplici e "dietetici" senza troppe difficoltà. Preferite quei posti dove la semplicità della cucina vi permetta di orientarvi facilmente su piatti poco elaborati e poveri di grassi e in cui vi sia eventualmente possibile chiedere alimenti semplici.

Per esempio "carpaccio", carne ai ferri, roast-beef, pesce ai ferri, prosciutto e melone, mozzarella e pomodori, bresaola e verdure… ecc.

Se al contrario il vostro "mangiar fuori" è un evento occasionale cercate comunque di orientarvi su ristoranti in cui la cucina non sia particolarmente ricca. Se ci pensate bene questo è sempre possibile, basta volerlo…

Servitevi SEMPRE di uno schema di riferimento.

In pratica fate sempre riferimento al vostro schema dietetico. Con un attimo di attenzione e di programmazione secondo i suggerimenti forniti vedrete che è sempre possibile applicarlo in quei ristoranti dalla cucina semplice e scegliendo piatti poco elaborati.

Cercate, quando ne avete il tempo, di elaborare voi stessi uno schema di pasto al ristorante basandovi sulle scelte alimentari suggerite.

Se al contrario questo vi sembra troppo difficile chiedete al Dietologo uno schema di riferimento per i pasti al ristorante. Un prospetto di piatti ad esempio.

Alla fine di queste istruzioni ne viene riportato uno. Se vi è possibile portatelo con Voi e, se la cosa non vi pare sconveniente, mostratelo pure al ristorante, ordinando un pasto che ne rispecchi le prescrizioni.

Non dimenticatevi mai che se state facendo una dieta state pur sempre facendo una cura medica di cui avete bisogno. Applicarla dipende soprattutto da voi.

La Pizza

Una volta alla settimana è pur sempre possibile il consumo di una pizza in pizzeria o preparata in casa.

Anzitutto da tenere presente che la pizza sostituisce il pasto in cui viene prescritto il consumo di pasta o di riso. Possono quindi verificarsi due situazioni. Pizza preparata in pizzeria oppure preparata in casa.

Se la pizza viene preparata in pizzeria è bene orientarsi su pizze normali (non schiacciate) e comunque senza formaggi e il meno condite possibile. Ad esempio tipo "alle verdure" oppure "ai frutti di mare", ecc.

Il pasto in pizzeria può essere composto solo dalla pizza scelta in questo modo e, eventualmente da un frutto. La verdura è, come sempre libera.

Se la pizza viene preparata in casa sarà possibile procedere in questo modo: preparare una quantità di pasta per pizza del peso a crudo pari alla quantità di pasta concessa. Se la pizza viene preparata per più persone preparare una quantità di pasta che sia un multiplo della quantità di pasta concessa per quel pasto e dividere poi la pizza in tante fette quante sia possibile per ricavarne la porzione assegnata.

Ad esempio: se in dieta sono prescritti 50 gr. di pasta si potrà preparare una pizza per tutta la famiglia con 250 gr. di pasta: sarà sufficiente dividere la pizza in cinque ( 250 diviso 5) e si otterrà la porzione prescritta da 50 gr. … e così via. Utilizzare esclusivamente verdure e una quantità di olio pari a quella concessa.

E inoltre:

Bevete un sorso d’acqua tra un boccone e l’altro

E’ un ottimo metodo per mangiare più lentamente e accelerare il senso di sazietà.

Bevete vino solo al termine del pasto

Ciò vi permetterà di migliorare il vostro autocontrollo.

Scegliete al momento giusto la vostra porzione di pane e poi allontanate il cestino.

Questo vi permetterà di evitare di "pizzicare" prima dell’arrivo delle porzioni.

Non lasciatevi influenzare da ciò che ordinano gli altri.

Seguite il vostro programma e il vostro schema.

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Tutti gli articoli sopra citati sono a cura del dott. Augusto Funari

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Informazioni a cura di Gianfranco Viasetti

Last update: 26 Novembre 2011

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Gianfranco Viasetti