DIETE: i metodi per dimagrire

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Diete dimagranti - Le più diffuse tipologie di diete dimagranti

Il presente articolo sulle diete è stato aggiornato il 07/03/2011.

Tipologie diffuse di diete dimagranti (note a puro titolo informativo a cura dell'autore di questo sito). Chi volesse leggere i consigli del dietologo dott. Augusto Funari può visitare questa pagina.

Dieta zona

Cos'è la dieta zona?

La dieta zona è soprattutto uno stile di vita.

La dieta zona è stata introdotta in Italia grazie da Eddy Ottoz che, durante il suo girovagare per il mondo alla ricerca di novità nel settore delle diete, si era casualmente imbattuto in un metodo che aveva dato buoni risultati agli atleti delle nazionali USA di atletica leggera e di nuoto.

La dieta zona prevede una restrizione calorica ed una forte riduzione del consumo dei carboidrati, soprattutto di cereali.

Con questo concetto, da molti riconosciuto come garanzia di lunga vita, si intende esclusivamente che, per ogni persona, il fabbisogno giornaliero di cibo va calcolato in base alle sue peculiari esigenze e che è dannoso superare (in termini calorici) quanto effettivamente necessario.

Il secondo criterio, ossia la riduzione dei carboidrati, va articolato maggiormente.

Nella dieta zona non solo vanno ridotti i carboidrati che assumiamo nella nostra alimentazione “normale” (principalmente sotto forma di pane e pasta), ma dobbiamo assicurarci, ad ogni pasto o spuntino, un corretto bilanciamento tra le tre componenti fondamentali dell’alimentazione: proteine, carboidrati e grassi.

La dieta zona viene di solito sintetizzata nella formula 40/30/30.

Il 40% delle calorie di ogni pasto dovrebbe provenire dai carboidrati, il 30% dalle proteine e il 30% dai grassi.

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Dieta punti

Cos'è la dieta punti?

La dieta punti è stata inventata circa vent'anni fa da un dietologo italiano, il dottor Guido Razzoli, che ha avuto un'idea semplice quanto geniale: associare ai diversi alimenti un particolare punteggio.

Ogni giorno la persona che intende seguire la dieta punti ha a propria disposizione un determinato numero di punti ed è suo compito fare in modo di non superare il tetto massimo concesso.

Assieme all'aspetto dei punti da sommare, la dieta punti presenta una particolarità anche dal punto di vista nutrizionale. Come la dieta Atkins e la dieta Scarsdale, anche la dieta punti è una dieta prevalentemente proteica, che lascia libero cioè il consumo di carne, pesce, formaggi e grassi, e limita fortemente pane, pasta, riso, legumi, frutta e verdure. Secondo i sostenitori della dieta punti, la limitazione di carboidrati ridurrebbe la produzione di insulina e aumenterebbe la mobilizzazione dei grassi dai depositi, con conseguente dimagrimento.

Dieta Scarsdale

Cos'è la dieta scarsdale?

La dieta Scarsdale è la dieta messa a punto negli anni '70 dal cardiologo americano Herman Tarnower per i propri pazienti cardiopatici. Essendo una dieta fortemente sbilanciata, come del resto tante altre diete messe a punto negli USA, anche la dieta Scarsdale ha sempre avuto un'accoglienza diffidente da parte degli esperti. Ciò nonostante, la popolarità della dieta Scarsdale è ancora oggi molto elevata grazie alla sua semplicità ed ai buoni risultati che promette di ottenere nel breve periodo.

La dieta Scarsdale promette infatti la perdita di 10 kg in due settimane, il che dovrebbe dirla lunga sulla sua pericolosità.

Si tratta di una dieta a regime ipocalorico e iperproteico, che prevede una fortissima riduzione dell’apporto di carboidrati (la quantità di proteine supera addirittura il 40% del totale dei nutrienti assunti), e un'eliminazione quasi totale dei grassi aggiunti.

La prima fase dura due settimane, e di più non potrebbe durare senza compromettere seriamente la salute di chi la segue: in questo periodo si assumono solo 1.000 kcal distribuite tra proteine (43%), grassi (22,5%) e carboidrati (34,5%). Inoltre si assumono grandi quantità di tè, caffè (senza zucchero) e acqua durante la giornata.

La seconda fase, il cosiddetto mantenimento, può avere durata variabile in relazione alle proprie esigenze e prevede la scelta degli alimenti in base a diversi criteri. Si tratta comunque di una fase caratterizzata dallo scarso apporto di zuccheri: sono infatti vietati dolci, amidi, legumi (tranne la soia), latticini, carni e condimenti grassi.

La prima fase di due settimane va ripresa quando si constata di essere aumentati di altri 2 kg. Ciò dovrebbe far capire come una dieta squilibrante non porti mai a risultati stabili e duraturi.

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Dieta mediterranea

Cos'è la dieta mediterranea?

La dieta mediterranea, considerata in tutto il mondo come la dieta più completa e corretta, rappresenta uno dei più importanti patrimoni del nostro Paese.

Presente da sempre nella cultura italiana, la dieta mediterranea è stata progressivamente fatta conoscere in tutto il mondo e, grazie al nutrizionista americano Ancel Keysd, ha ricevuto la sua proclamazione negli Stati Uniti, paese dove l'abitudine a un'alimentazione sconsiderata è causa di gravi e frequenti disturbi. Dagli USA ha fatto poi ritorno in Italia, dove, a causa dell'aumento del benessere era stata pressoché abbandonata.

Dieta ipocalorica

Cos'è la dieta ipocalorica?

la dieta ipocalorica è la dieta normalmente adottata nelle cliniche specializzate per la cura dimagrante e consiste nella riduzione delle calorie introdotte, da 500 a 1000 kcal al giorno in meno rispetto al fabbisogno, lasciando inalterate le quantità degli elementi essenziali indispensabili all'organismo. Questa dieta dimagrante consente di dimagrire circa un kg alla settimana. Nel caso di persone non molto obese la si può associare ad una intensa attività fisica che consente di perdere peso senza intaccare le masse muscolari.

 

ARGOMENTI CORRELATI:

Tutti gli articoli sopra citati sono a cura del dott. Augusto Funari

 

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Informazioni a cura di Gianfranco Viasetti

Last update: 26 Novembre 2011

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